Buongiorno a tutti sono Elena e vi ringrazio di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo della mia ultima lettura che non mi ha colpito particolarmente ma ve ne parlo meglio!
Cleopatra. La regina dei due imperi
di Yvan Argeadi
StreetLib, 2022
ISBN: 979-1222034058, 225 pagg.
Regina di un Paese e di cinque popoli che vi abitavano, statista, ammaliatrice, Faraone, immagine vivente della Dea.
Una donna è stata tutto questo, il suo nome era Cleopatra e questa è la sua storia.
Biografia con commento, racconto romanzato e approfondimenti storici di studio dedicati alla più importante Regina di tutti i tempi in un libro che racchiude tutta la vita della grande Cleopatra.

Reading time: il 6 gennaio 2024.

Ringrazio l’autore per la copia recensione omaggio
Ho letto parecchie opere di questo autore e purtroppo iniziano ad essere ripetitive, danno l’idea del già letto. Cercherò di mettere in luce ogni mia perplessità, spiegandola e motivandola anche a voi.
Il primissimo elemento del libro che troviamo è il Sommario e risulta poco chiaro: tutti i titoli dei capitoli sono uguali e a livello visivo non si capisce chiaramente dove inizi una parte e finisca l’altra. Questo libro si compone di tre parti e per fare chiarezza le analizzerò dividendole in base al genere letterario a cui appartengono.
Le prime due parti sono due racconti romanzati della vita di Cleopatra: al primo, inedito, non posso dare un titolo perché non saprei quale dargli; il secondo è L’ultima regina d’Egitto uscito prima in e-book e qui ripubblicato in forma cartacea. Il primo è narrato dal maestro di Cleopatra, Kanothep, che racconta in un flashback della regina dell’Egitto, mentre il secondo è esposto come se fosse un romanzo sempre narrato da lui stesso, dovrebbe essere più introspettivo e politico e a livello di forma il secondo si distingue dal primo perché contiene anche dei dialoghi.
Sono però i contenuti che mi lasciano più perplessa: entrambe le parti raccontato più o meno le stesse cose, risultano ripetitive senza aggiungere nulla di nuovo. In entrambe le parti esce la Cleopatra seduttrice, ammaliatrice di uomini, che cura ogni dettaglio del suo aspetto (pagina 94 è un esempio lampante perché ciò che conta è che abbia il trucco a posto), però l’autore a più riprese scrive che vuole mettere in luce non solo questo aspetto di Cleopatra ma anche quello sottovalutato dagli storici e dalla cultura maschilista che non la dipingono come una persona intelligente, acculturata, arguta e astuta e capace di vivere da protagonista attiva nel suo tempo. Il problema sta nel fatto che l’autore lo dice ma non lo racconta, non lo narra. Ciò che si vede in questi due racconti è la Cleopatra che incanta gli uomini (Cesare e Marco Antonio e ci provò anche con Ottaviano) con l’uso del suo aspetto e del suo corpo, ma non c’è una situazione, e dico una, che metta in luce la sua cultura, il suo conoscere molte lingue, i suoi interessi, la sua acutezza mentale. L’unico aspetto che si vede brevemente è che lei stessa era a bordo di una nave che capitanava durante le battaglie, nient’altro. Ma Cleopatra era molto più di questo pallido ritratto dipinto qui.
L’autore manca di descrizione dei personaggi, dei luoghi, di una caratterizzazione appropriata: espone fatti ed eventi spesso senza dargli un minimo di spiegazione, un legame con quanto successo prima. Nel primo racconto Kanothep, a pagina 40, dice di aver scritto ogni cosa su di lei, ma noi non la leggiamo, non c’è alcun episodio particolare o un dettaglio che personalizzi la narrazione di questo racconto, idem per L’ultima regina d’Egitto. Nella pagina successiva c’è un errore che mi è risultato fastidioso: Kanothep afferma che nel suo racconto a ritroso in alcuni punti avrebbe scritto “qualcuno disse” o “dissero” ma non è vero, perché in quattro punti (a pagina 15, 23 e due volte a pagina 37) c’è invece scritto “difficile dire/accertarne/spiegare”. Perché lasciare incertezze se è un romanzo? Se è difficile dire, che affermi qualcosa di certo, tanto si può inventare pur essendo comunque coerenti e presumibili storicamente. L’autore non ha fatto suoi entrambi i racconti. Un altro esempio è a pagina 60: “la donna rimase in silenzio alcuni istanti immersa in sconosciuti pensieri e riflessioni”. Come vi dicevo, manca un po’ di caratterizzazione, di personalizzazione del racconto. L’unica caratterizzazione di Marco Antonio la troviamo in un suo breve dialogo, in cui emerge come l’ennesimo personaggio trattato dall’autore con la stessa caratterizzazione di molti altri guerrieri e comandanti di cui ha già scritto: quella di un personaggio irascibile e vendicativo. Anche questo ha un sapore di già letto.
Arriviamo alla terza parte, quella che dovrebbe essere più storica, di approfondimento. Alcuni pezzi, come la prima parte è copia-incollata da Wikipedia (forse anche altre ma non posso dirlo perché non ho controllato). Questi capitoletti sono talmente brevi da risultare slegati tra di loro: si salta da una cosa all’altra e spesso ancora una volta si rileggono cose già spiegate meglio prima. Vengono citate frasi che sarebbero state dette da Cleopatra e di autori che parlano di lei ma mancano i riferimenti bibliografici. Mancano inoltre: una citazione appropriata e dettagliata delle fonti usate; spesso il testo delle citazioni o alcune parti sono mal giustificate e fa pensare che siano soltanto copia-incollate; vengono citati molti nomi di studiosi e archeologi solo per poter dire ciò che interessava e niente di più. L’autore, verso la fine, si spinge in un’analisi personale della figura di Cleopatra ma trovo una ragione insufficiente e ingiustificata affermare che può farlo lei solo perché è stato fatto anche dagli uomini perché andrebbe argomentato maggiormente e il linguaggio usato è alla stregua di un post su un social. L’autore usa sua moglie come presta-volto di Cleopatra, scelta personale che può piacere oppure no.
L’autore può fare di meglio? Credo di sì e sono curiosa di leggerlo, di assaporare ciò che ancora ha da esplorare ma deve curare maggiormente le sue opere. In tutto il testo, e quindi in tutte e tre le parti, salvo qualche citazione presa altrove, a ogni punto l’autore va a capo, in un nuovo paragrafo, così il testo risulta slegato. C’è anche qualche refuso, tra cui le virgolette dei discorsi che spesso le troviamo separate da esso.
L’autore presenta testi brevi, immediati, fruibili in maniera leggera e adatti a una lettura in ogni momento della giornata, spesso solo in versione digitale che permette una versatilità impareggiabile per il cartaceo, ma a mio parere dovrebbe dare prova di sé in modi diversi, cercando di misurarsi nelle letture di saggi più impegnati che diano spunti utili per affrontare la scrittura delle sue opere. Questo vale anche per le sue opere su Alessandro Magno.
Per tutti questi motivi, tenendo conto del fatto che ho letto in tre ore scarse questo libro (contando anche che nel frattempo ho scritto quattro pagine di appunti), il prezzo di vendita mi sembra troppo elevato.
Grazie a tutti,


#copiaomaggio #prodottooffertoda Yvan Argeadi



1 pensiero su “Recensione: “Cleopatra. La regina dei due imperi” di Yvan Argeadi (Collaborazione)”