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Recensione: “L’inizio” (Dancing with the Lion #1) di Jeanne Reames (Collaborazione)

Buongiorno a tutti, sono Elena e vi auguro un 2024 che sia sereno e possiate coltivare come desiderate al meglio la passione per Alessandro Magno e l’Ellenismo, e spero che io e Alessandro III di Macedonia vi potremo aiutare in qualche modo a soddisfare la vostra curiosità e ricerca! Inizio il nuovo anno parlandovi di una rilettura, un libro che aspettavo tanto in italiano e non ha deluso le mie aspettative:

Dancing with the Lion: L’inizio

di Jeanne Reames

DUE RAGAZZI, UN LEGAME EROICO, LA NASCITA DEL PIÙ GRANDE FIGLIO DELLA GRECIA.
QUANDO ALESSANDRO NON ERA ANCORA ALESSANDRO MAGNO E IL SUO PIÙ FIDATO CONSIGLIERE SOLO L’AMICO PIÙ CARO, UN AMORE DESTINATO A ENTRARE NELLA STORIA SBOCCIA TRA I MONTI DELLA MACEDONIA.

Prima di essere conosciuto come Alessandro Magno è semplicemente il figlio adolescente del re macedone. Potrebbe vivere nel lusso, e invece in quanto principe deve essere il migliore e imparare più velocemente dei suoi coetanei, affrontando i problemi senza alcun aiuto. Uno di questi problemi riguarda i sentimenti sempre più complicati che prova per il suo nuovo compagno, Efestione.
Quando entrambi vanno a studiare dal filosofo Aristotele, la loro relazione nascente diventa ancora più difficile da gestire. La forza, la competizione e lo status definiscono il destino di ciascuno nel loro mondo, un mondo che sembra riservare poco spazio per la tenerezza che sta crescendo tra i due.
Da Alessandro ci si aspetta che comandi, non che desideri il calore dell’amicizia con un suo pari.
Il principe vorrebbe essere semplicemente umano quando tutti, tranne Efestione, vogliono solo che sia un re.

Jeanne Reames ha conseguito un dottorato di ricercar presto la Pennsylvania State University nel 1998 con una tesi sulla storia macedone realizzata sotto Eugene N. Borza. Nel 2000 ha iniziato a lavorare per l’università del Nebraska, a Omaha, ed è ora professoressa ordinaria del Dipartimento di Storia, direttrice del programma di Studi Mediterranei Antichi, e ha svolto l’incarico di referente del Programma per il Corso di Laurea in Storia.
Oltre ai racconti brevi ha pubblicato diversi articoli accademici e capitoli di libri su Alessandro e la sua corte, e ha collaborato a Macedonian Legacies con Tim Howe. Al momento sta lavorando alla biografia di Efestione e si dedica alla ricerca sulla religione macedone. Da quasi due decenni gestisce un sito educativo su Efestione: jeannereames.net/Hephaistion/index.html.
Probabilmente proseguirà con la storia di Alessandro ed Efestione fino alle loro avventure in Asia, in futuro, ma al momento è impegnata in una serie sci-fi con protagonisti Dionysos e Ariadne.
Durante l’ultimo viaggio ha realizzato diversi vlog per mostrare il paesaggio e alcuni siti importanti elencati nel romanzo. Potete fare un tour virtuale sul suo sito, dove vi aspettano altri contenuti e informazioni su Alessandro e la sua patria.

Classificazione: 4.5 su 5.

Reading time: dal 27 settembre al 23 dicembre 2023.

Desidero ringraziare Triskell Edizioni e soprattutto Jeanne Reames per la copia recensione omaggio!

Il principe aveva solo dovuto allontanarsi dalla lunga ombra di suo padre per vedere quanto imponente fosse la sua. Non era facile crescere figlio di Philippos di Makedonia.

Ho iniziato a leggerlo non appena l’ho ricevuto poi però la lettura è durata più di quanto pensassi per motivi miei. Avevo sperato e poi aspettato tanto di poter leggere in italiano un libro che mi aveva colpito moltissimo quando lo lessi in inglese e, come immaginavo, leggerlo in italiano mi ha permesso di apprezzare maggiormente le sue sfumature, ecco perché ho aumentato le stelle rispetto alla versione inglese. Non ho messo cinque stelle perché come dice il titolo questo è solo l’inizio, il bello deve ancora venire, ma le ottime basi per renderlo un romanzo biografico indimenticabile e un capolavoro su Alessandro ci sono tutte e spero che col tempo potremo leggere il seguito (intendo un terzo, quarto, quinto… libro e non il secondo).

Questo dittico è semplicemente imperdibile per gli appassionati di Alessandro. L’editore, Triskell Edizioni, è specializzato in narrativa gay e rosa e la loro campagna pubblicitaria ha puntato sul rapporto amoroso tra Alessandro ed Efestione, ma a definirlo così lo si limita. L’inizio parla degli anni della giovinezza di Alessandro, dai tredici ai suoi sedici anni, di quando era ancora considerato un ragazzo e del rapporto più importante che ebbe nella sua vita: quello con l’amico e poi amante Efestione. Alessandro cresce e matura durante le pagine del libro e attraverso ciò che vive. La componente erotica è secondaria perché hanno più importanza i rapporti umani, il legame e i sentimenti, le personalità: quello tra Alessandro ed Efestione ovviamente, ma anche quello con i loro padri, Olimpiade, Cleopatra, Tessalonica e i loro compagni nell’esercito.

Definirlo un gay romance o un retelling storico sono delle riduzioni perché questo libro è molto di più. Jeanne è una grande studiosa e ricercatrice di quel periodo e ci dipinge un ritratto dettagliato dell’epoca: degli usi; dei costumi; del loro modo di parlare; di come credevano negli déi; di come vedevano i barbari; dell’ambiente in cui visse Alessandro da ragazzino, la corte macedone. Jeanne oltre che dimostrare una profonda conoscenza è anche un’abile narratrice: per scrivere un buon romanzo storico bisogna avere un buon bagaglio di conoscenze ma bisogna sfruttarle e Jeanne lo fa, perché mescola fatti storici a scene di vita quotidiana che arricchiscono il libro. Alla storia si intreccia il romanzo. Troviamo così delle situazioni simpatiche tra i ragazzi e gli altri paggi reali, delle discussioni tra i personaggi, e non manca spazio per la sorellina Cleopatra, che scopriamo essere sveglia e intelligente, e Tessalonica.

Grande importanza è dedicata, oltre che al rapporto tra Alessandro ed Efestione, a quello tra Alessandro e Filippo in contrapposizione a quello tra Efestione e Amintore, ma anche a quello del principe macedone con la madre. Vediamo come Filippo è in bilico tra l’essere re di questo giovane principe e fargli da padre. Sono bellissime le scene tra il re macedone e il figlio, di quando gli insegna le tattiche di comando, ma anche quelle al tempo di Mieza con le lezioni di Aristotele.

Myrtalē aveva una memoria selettiva, inventava e reinventava la storia della sua vita come una cantastorie che filava la lana.

Olimpiade ha ovviamente un ruolo importante e il suo personaggio è a mio parere fedele a quella che fu la realtà perché è una donna colta, intelligente e scaltra ma lascia spazio a qualche dubbio sulle sue azioni. Belle inoltre le scene tra il principe e Bucefalo e quelle tra Efestione e il suo cavallo Brephas e anche qui Jeanne riesce a evidenziare come Efestione avesse una conoscenza più approfondita di Alessandro riguardo i cavalli.

Alessandro ha un carattere caparbio, è intelligente, è una spugna, sensibile alle arti e con un fisico in forma, mentre Efestione è più smussato nei modi ed è segnato dall’aver perso i fratelli. Li vediamo entrambi combattuti per ragioni diverse nel lasciarsi andare all’amore verso l’altro e la scena erotica è delicata e non è spinta senza motivo ma è come se fosse un’evoluzione naturale al loro rapporto.

L’amicizia tra Alessandro ed Efestione ben presto si trasforma in qualcosa di più ed è bello come l’autrice ne parli, mettendo in risalto le titubanze diverse tra i due e la differenza di età. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, dai principali a quelli secondari. Anche gli amici e compagni di Alessandro hanno un ruolo importante fin da subito: il lettore percepisce le simpatie e antipatie del giovane principe come se fossero le sue, perché gli piacerà Tolomeo e odierà Cassandro.

La narrazione è in terza persona onnisciente al passato che segue da vicino i protagonisti della storia, mettendone in risalto i momenti importanti.

Riguardo l’edizione italiana

La copertina è elegante, bella, però mi dispiace che tra il primo e secondo libro non cambi assolutamente nulla a parte il titolo del volume. Poco tempo fa l’editore originale, Riptide Publishing, ha ripubblicato i libri in inglese con il testo rivisto e due copertine simili alle italiane ma che si differenziano tra di loro. Quelle nuove copertine (qui sotto) sono le mie preferite in assoluto.

La traduzione è accurata e perfetta e mi è piaciuta la scelta di mantenere i nomi in greco come nell’edizione originale perché era un elemento che voleva l’autrice e all’inizio del libro spiega perché. L’edizione italiana è fedele all’originale per quanto riguarda i contenuti ma la grafica interna del libro è più semplificata e meno personalizzata, per uniformare il libro al loro stile editoriale. Non capisco però perché non abbiano riportato anche la citazione di Jack Kerouac dopo quella di Omero: credo, se non mi sbaglio, che nella nuova edizione della Riptide quella citazione sia stata tolta e quindi non viene riportata neanche in quella italiana.

Nella Guida alla lettura hanno tradotto il titolo della saga in La danza del leone e mi piace, ma per renderlo più fedele all’originale avrebbero dovuto tradurlo con Danzando con il leone e questa traduzione descrive perfettamente il rapporto tra Efestione e Alessandro. Alla fine del libro ci sono gli stessi contenuti che nell’edizione inglese.

Appena potrò leggerò il secondo, L’ascesa, e ve ne parlerò!

Dovete leggere questa saga perché vi emozionerà e vi appassionerete alla vita di Alessandro Magno e la scrittura di Jeanne è semplicemente perfetta!

Frasi belle:

«Non dovresti presumere così tanto. Le cose non sono sempre come sembrano.»

«C’è una via d’uscita da ogni trappola,» gli aveva insegnato suo padre, «anche a costo di doversi rosicchiare via un piede.»

«Posso piegare alcune regole,» proseguì il padre, «ma non tutte.»

«Usa l’ingegno, ragazzo! Gli uomini devono poterti rispettare. Pensi che oserei proporti una sceneggiata?»

Un uomo poteva vantare ogni sorta di grandi imprese, ma ciò di cui era davvero capace era tutt’altra faccenda.

«La fortuna e la spavalderia non rendono la stupidità meno stupida.»

«Te l’ho detto. Sono venuto a vedere come stavi: se avevi bisogno di qualcosa, se mangiavi a sufficienza o volevi una nuova armatura… il genere di cose di cui si preoccupa un padre. Non posso dare la mia benedizione a tutto questo, figliolo. Non posso. Ma non posso nemmeno smettere di amarti. Non è così che funziona.»

«A volte, quando ti dimentichi chi sono, penso che potrei davvero piacerti.»

Un giorno, se gli dèi lo avessero voluto, sarebbe diventato re, ma aveva bisogno di qualcuno con cui poter essere ancora solo se stesso.

«Ero arrabbiato, ma gli amici possono arrabbiarsi l’uno con l’altro e rimanere amici.»

Alexandros aveva imparato presto a non aspettarsi coerenza dai suoi genitori.

«Non tirarti indietro; si tratta del tuo futuro e della tua vita. Se non sarai tu il prossimo re, non sopravviverai una settimana sotto chiunque prenderà la corona.»
Si allontanò con un sospiro. Un trofeo per uno dei genitori, una strada verso il potere per l’altra. Per se stesso, non era mai abbastanza. Sbatté con rabbia la grande porta di quercia dietro di sé.

«Al contrario, ti sto invitando a considerare le informazioni e la loro fonte. Anche noi siamo prigionieri delle nostre prove. Se le prove sono scarse, lo saranno anche le nostre conclusioni. Quindi ti chiedo di nuovo: qual è la fonte delle tue informazioni?»

«Un uomo può avere più di uno scopo, e non è detto che uno di essi sia falso perché l’altro è vero. Questa è una conclusione non corretta. Tra le altre cose, a Mieza discuteremo del ragionamento deduttivo. È uno dei miei argomenti preferiti.»

«Vieni in cortile e parlami dei tuoi studi. Ho tenuto ogni tua lettera, per quanto breve fosse.»
«Ti ho scritto tutte le settimane.»
«E io sono abituata a vederti tutti i giorni. Una lettera a settimana è un pallido sostituto. Mi sei mancato. Senza di te mi sono sentita sola.»

«Mi ascolti sempre, e sei l’unico a farlo davvero, ma poi non vuoi dirmi a cosa stai pensando. Come posso continuare a fidarmi di te se in cambio non ho la tua fiducia?»

«Responsabilità e colpa sono due cose diverse.»

«Mio padre sostiene che dopo essere stati punti da uno scorpione si inizia a controllare anche sotto le lenzuola.»

«Non capisci quanto a fondo ti abbia lasciato entrarmi dentro? Ti dico cose di cui non parlo mai.»

«No. La faccenda mi riguarda di persona. Che razza di re lascia che siano i suoi uomini a combattere le sue battaglie rimanendo a nascondersi tra le retrovie?»

Solo il giorno prima Hephaistion gli aveva confidato che, durante il combattimento, non pensava, faceva solo il necessario per rimanere in vita. Ma dopo tre scaramucce Alexandros aveva scoperto che in battaglia la sua mente diventava più lucida, il mondo si frammentava in un mosaico di momenti singoli uniti come tasselli. I colori si facevano più vividi, i suoni più forti. La settimana prima si era preso un brutto colpo a una gamba ma non se n’era accorto finché qualcuno non glielo aveva fatto notare. In battaglia gettava al vento la mortalità.

«Sei il mio più caro amico, ma questo non significa che io ti consideri infallibile. Se così fosse non ti sarei amico. Sarei solo un leccapiedi. E di quelli i re ne hanno in abbondanza. Ti giuro che non ti mentirò mai, anche se a volte vorrai che lo facessi. Ora, vuoi un’amicizia così, oppure un cagnolino che ti scodinzola accanto?»

Il principe aveva solo dovuto allontanarsi dalla lunga ombra di suo padre per vedere quanto imponente fosse la sua. Non era facile crescere figlio di Philippos di Makedonia.

Myrtalē aveva una memoria selettiva, inventava e reinventava la storia della sua vita come una cantastorie che filava la lana.

«Non puoi costringere qualcuno a dire o fare ciò che vorresti, Hephaistion.»

Alexandros aveva due tipi di rabbia. Una era affilata e bruciante, esplodeva per poi sciogliersi come neve su una pietra scaldata dal sole. L’altra era dura e torbida come il vecchio ghiaccio. Implacabile. Una rabbia gelida.

«È peggio vincere sapendo di non meritarlo che perdere e basta.»

Alexandros ricordò ciò che Aristoteles ripeteva spesso: appari ciò che vorresti essere. Non era il ruolo a importare, attivo o passivo, ma ciò che uno ne faceva.

«Siamo amici. Voglio che torniamo a essere solo quello. Essere amanti complica le cose. L’amicizia è una cosa duratura, a differenza dell’amore, che di rado sopravvive al passaggio di una luna. E io non voglio che vada così.»

«Un buon re è il migliore degli attori. Se sei disposto a indossare quella maschera, puoi avere Hephaistion. Altrimenti no. Gli uomini devono seguirti. E non seguiranno un re che è il ragazzo di un altro.»

Riprese la maschera e la restituì al ragazzo. «Sii un re, Alexandros.»

Grazie a tutti,

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