02. Monographs on Alexander, 2.01 Introductory Texts, Alexander - Non Fiction Book, Reviews

Recensione: “Coincidenze significative. Conformità di azione e pensiero tra Carlo il Grande [742-814] e Alessandro Magno [356-323 a.C.]” di Gianni Vianello (Gambini Editore, 2025)

Buongiorno a tutti sono Elena e grazie di essere su Alessandro III di Macedonia- la tua risorsa su Alessandro Magno e l’Ellenismo! In questo periodo strano per tanti motivi sto leggendo poco, però oggi vi parlo della mia ultimissima lettura:

Coincidenze significative. Conformità di azione e pensiero tra Carlo il Grande [742-814] e Alessandro Magno [356-323 a.C.]

di Gianni Vianello

Gambini Editore, 2025

ISBN: 979-1281805408, 90 pagg.

In questo breve e intenso saggio, l’autore esplora le “coincidenze significative” – eventi connessi da un senso profondo più che da un semplice nesso temporale – per mettere a confronto due figure titaniche della storia: Carlo Magno e Alessandro Magno. Nonostante separati da secoli e culture differenti, entrambi i sovrani incarnano archetipi universali di potere, ambizione e trasformazione.
Attraverso un’analisi che intreccia psicologia junghiana, storia e filosofia politica, il libro indaga le analogie nelle scelte politiche e nei comportamenti dei due condottieri. Vengono rievocate luci e ombre delle loro vite: dall’ambizione che li guidò, ai gesti di generosità e alle efferatezze, fino all’eredità di riforme che modificarono in profondità i territori da loro governati.
Un viaggio affascinante alla scoperta di come due leader così lontani nel tempo possano condividere un medesimo destino simbolico: Carlo Magno, unificatore dell’Occidente, e Alessandro Magno, sognatore di un impero universale.

Gianni Vianello è nato a Venezia. Da universitario ha collaborato con la RAI di Venezia; dopo la parentesi lavorativa ha ripreso gli studi storici e ha editato tre saggi: Operazione San Marco. L’enigma delle reliquie (cui la Rai TV ha dedicato nel 2014 un contributo di Voyager), lo, Costantino. Il processo, entrambi finalisti al Premio Europa e Federico II di Svevia. È anche autore di poesie. Nel 2003 ha vinto il Primo Premio nazionale di poesia dei Lyons Club; nel 2008 ha vinto il Premio Internazionale Mario Luzi, con la raccolta Non solo Mediterraneo.
Recensioni delle sue pubblicazioni sono ospitate in riviste e antologie online. Altri lavori: Memento Palmyra: attualità, storia, leggende; La donna immaginata e le altre, i gialli: Un portacenere di cristallo verde, Omicidi a Venezia e altre storie.

Indice:

Introduzione pag. 5
PARTE PRIMA pag. 7
PARTE SECONDA pag. 35
Nota a margine pag. 87

Classificazione: 2.5 su 5.

Reading time: dal 6 al 7 Agosto 2025.

Spinta dalla curiosità di voler approfondire questa coincidenza significativa che l’autore Vianello ci propone tra Carlo il Grande e Alessandro Magno, ho iniziato a leggere il libro non appena l’ho ricevuto, ma ho qualche perplessità a riguardo.

L’idea è buona, perché l’autore vuole evidenziare le affinità di comportamento e l’analogia delle scelte sociali e politiche di questi due personaggi storici. Sembra che Carlo e Alessandro condividano più dell’appellativo Magno dato loro postumo perché entrambi, sebbene lontani nel tempo e nei luoghi, avrebbero un’esistenza simile, delle occasioni di liberalità, episodi di brutalità, condizionarono le comunità che dominarono e le migliorarono con delle riforme politiche e sociali. Purtroppo però l’autore come temevo, si è preso poco spazio per dedicarsi al paragone, al mettere in luce queste presunte assonanze, perché in meno di 90 pagine e in soli due capitoli si è limitato a parlare della vita di Carlo e di quella di Alessandro. Manca, a mio parere, un terzo capitolo che tiri le somme ed evidenzi queste analogie perché non sono così marcate come sembravano.

Vianello nel capitolo su Carlo, ci ricorda qualche volta che la sua è una narrazione breve, non cerca l’esaustività, e conosco la vita di Carlo Magno a livello scolastico, però l’autore ha diviso la sua vita in maniera schematica: la campagna in Bretagna contro i Sassoni; poi quella nella Penisola Iberica; quella contro gli Avari; in seguito una grande intuizione destinata a naufragare; poi il problema col papato; poi le relazioni con i califfi; poi la guerra con i Normanni… insomma esporre una vita in questo modo è un po’ come dividerla in tanti reparti stagni non comunicanti tra loro quando, invece, i confini degli eventi spesso non sono così delineati come possa sembrare. Soltanto in una nota nell’ultima pagina della parte su Carlo l’autore ci spiega che difettava di impulsività e violenza e credo che questa sia una delle analogie con Alessandro, peccato però che questa caratteristica, direi fondamentale visto il tema trattato dal libro, del sovrano francese sia relegata in una nota a piè pagina e non abbia una spiegazione ulteriore, magari con esempi o episodi a riguardo.

Quello che scusavo nella parte su Carlo Magno perché non lo conosco a sufficienza, non posso scusarlo e lo noto nella parte su Alessandro, perché Vianello compie molti errori, alcuni piccoli e passabili ma altri gravi. L’autore usa l'”a.C.” soltanto nella prima data che riguarda Alessandro, mentre avrebbe dovuto inserirlo sempre, salvo scrivendo una nota a piè pagina che chiarisse che da lì in poi tutte le date sarebbero state avanti Cristo, ma non l’ha fatto. Questa è una sottigliezza e passi anche la nota a piè pagina che termina con punto e virgola e non con un punto fermo, passi qualche refuso qua e là, ma nella seconda parte diventano errori veri e propri. Ai nomi di luoghi e personaggi scritti male: Algide, Batriana, Pardicca, Pratero, si aggiunge una sbagliata conseguenza dei fatti perché Alessandro secondo Vianello avrebbe fondato Alessandria d’Egitto, per poi lasciare Babilonia, recarsi a Susa ed essere tornato a Menfi. A questo si aggiungono contraddizioni più sottili perché a pagina 47 dopo la conquista di Mileto: “Alessandro controllava tutta la parte occidentale dell’Asia minore” e due pagine dopo, in seguito alla Caria, la Misia e la Licia l’autore scrive: “Ora poteva controllare tutta la parte occidentale dell’Asia minore dove pensava di stabilire la sua sovranità”. Contraddizioni più marcate le troviamo quando dopo la morte di Filota Vianello dice che le unità più importanti dell’esercito di Alessandro vanno a Efestione e a Clito “noti per simpatizzare con gli usi persiani”. Clito il Nero? Davvero?! Infatti quando tratta l’uccisione di Clito si contraddice. Anche Besso non morì come descritto.

Questi errori su Alessandro non sono piccoli e denotano una scarsa attenzione, però una cosa che mi ha dato maggiormente fastidio è che i difetti di Carlo Magno sono relegati in una nota a piè pagina come qualcosa di secondario, mentre quelli di Alessandro sono sottolineati più e più volte nel testo: Vianello parla di collera violenta con Tebe, di assoluta mancanza di clemenza, la prima volta che nomina Arriano lo fa per dire che anche lui critica Alessandro per i fatti di Alicarnasso, e ancora l’ira di Alessandro nei confronti dei Tirii. Soltanto una volta, a pagina 53, l’autore spezza una lancia a favore di un Alessandro citando Citati e lo definisce pietoso e sensibile. Dal libro direi che Vianello preferisce Carlo ad Alessandro, non è un problema, però queste differenze nella narrazione lo sono.

Quali sono le coincidenze, le conformità di azione e pensiero tra Carlo e Alessandro? Conoscendo Alessandro e da quanto letto posso forse dedurre quali siano le similarità con Carlo, ma non sono così chiare come possano sembrare: che entrambi hanno dovuto assicurare il loro regno appena arrivati al potere, che sono stati dei capi validi, che hanno saputo trarre vantaggio dalle situazioni, che a modo loro volevano migliorare le condizioni della loro popolazione, ma non dovrei avere questo dubbio. Dovrei avere un’idea precisa perché avrebbe dovuto dirmelo l’autore, ma non l’ha fatto. Come vi dicevo sopra, ai due capitoli brevi e riassuntivi delle due vite (senza considerare i molti errori), manca un terzo e importante capitolo che metta in luce queste assonanze, un’analisi che renda il lavoro compiuto.

Ho acquistato il libro perché già da prima intuivo che ci potessero essere delle somiglianze tra i due e leggendo brevemente la vita di Carlo in Coincidenze significative. Conformità di azione e pensiero tra Carlo il Grande [742-814] e Alessandro Magno [356-323 a.C.] ho capito che sì, ci sono, però per comprendere meglio quali siano ho bisogno di ulteriori ricerche che farò in modo più dettagliato con altri libri. In così poche pagine l’autore non poteva esaurire in maniera esaustiva l’argomento, non lo pretende nemmeno, ma avrebbe potuto fare qualcosa di meglio. Nella parte finale del libro ci sono due pagine con le cartine in bianco e nero dei due regni.

Ringrazio la dott.ssa Isabella Gambini per la sua disponibilità e attenzione riservata al mio sito e d’ora in avanti continuerò a seguire il suo lavoro sperando di scoprire altri libri interessanti!

Elena Ragazzoni, Recensione di VIANELLO, Gianni, Coincidenze significative. Conformità di azione e pensiero tra Carlo il Grande [742-814] e Alessandro Magno [356-323 a.C.], Attigliano, Gambini Editori, 2025, 90 pp. [ISBN: 979-1281805408], «Alessandro III di Macedonia», 08.08.2025, <https://alessandroiiidimacedonia.com/2025/08/08/recensione-coincidenze-significative-conformita-di-azione-e-pensiero-tra-carlo-il-grande-742-814-e-alessandro-magno-356-323-a-c-di-gianni-vianello-gambini-editore-2025/>.

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