Buongiorno a tutti sono Elena e grazie di essere su Alessandro III di Macedonia- Alessandro Magno e Ellenismo! Se non dovessi più scrivere auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un buon Felice Natale! Vi segnalo che c’è un riferimento al nodo gordiano nel libro:
Tutte storie di maschi bianchi morti…
di Alice Borgna
Editori Laterza, 2022

Vi riporto il passo tratto dal capitolo 1 L’incidente nello stretto necessario, per differenziarlo lo riporto in rosso scuro e l’autrice cita a sua volta Yung In Chae, White People Explain Classics to Us, «Eidolon» 2018. Se volete leggere la mia recensione la trovate QUI.
Come invertire la rotta? La risposta standard che viene data a questa domanda, ovvero attrarre un maggior numero di studenti e studiosi provenienti dalle minoranze in modo che inizino a rappresentare la regola e non un’eccezione, non convince Yung In Chae, che ritiene il problema un nodo gordiano:
I classicisti bianchi amano dire: «Spetta a noi fare in modo che gli studenti di colore vogliano studiare i classici». Come se lo studio dei classici fosse un grande privilegio che i bianchi si degnano di concedere ai non bianchi. Il che, dal momento che ne sono i guardiani e guidano anche i discorsi sulla razza, non è del tutto falso. Quindi facciamo entrare più classicisti di colore! Ma quando allentiamo quel nodo, un altro si stringe: poiché gli studi classici sono, come ho detto, un campo molto bianco, far partecipare più classicisti di colore comporta il richiedere ancor più lavoro (non retribuito) ai pochi classicisti di colore che esistono. Inoltre, quando i classicisti di colore studiano o discutono di razza, siamo considerati «prevedibili» e di conseguenza svalutati. Quindi, diversifichiamo il campo!
Questo amato grido di battaglia dei classicisti bianchi non è quasi mai accompagnato da una seria riflessione su che cosa sia quel campo in cui dovrebbero attirare le persone. Il problema è che quando citi la diversità come antidoto al «problema razziale» degli studi classici stai usando noi, persone di colore, come arieti per abbattere barriere che non abbiamo eretto noi e ad un costo emotivo che il bianco non deve pagare.
La soluzione? Sembra complessa:
Dopo aver concluso le mie interviste, mi sono resa conto che i problemi sono più grandi e spinosi di quanto avessi mai immaginato. Non so dove inizi o finisca il nodo gordiano. Di certo non so come scioglierlo. Tutto quel che so è questo: le soluzioni, qualsiasi forma prenderanno, non saranno progressiste, ma radicali. Cambieranno radicalmente che cosa sia e per chi sia la disciplina. In fondo, l’unico modo per risolvere un nodo gordiano non è scioglierlo ma tagliarlo di netto.
Fermiamoci qui. Chi ha ragione, chi ha torto? Non è questo il momento di rispondere e probabilmente non esiste neppure una risposta giusta per sciogliere quello che sembra un nodo gordiano a tutti gli effetti.
Grazie, buona giornata a tutti e ancora tanti auguri di Buon Natale,




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