Buongiorno a tutti sono Elena e grazie di essere su Alessandro III di Macedonia- blog su Alessandro Magno e l’Ellenismo! Oggi vi parlo di un articolo che ho letto il 5 ottobre e… vi spiego tutto qui sotto!
Donatella Erdas
Niebuhr, Jacoby e l’identità di Cratero il Macedone
in Ricerche di Antichità e Tradizione Classica, Edizioni Tored, Roma 2004, pp. 91-102

Ho appena letto Efippo di Olinto. Testimonianze e Frammenti a cura di Carla Ravazzolo della collana I Frammenti degli Storici Greci di Edizioni Tored e volevo capire se ci fossero alti testi che potessero interessarmi. Mi è subito saltato all’occhio il titolo Cratero il Macedone. Testimonianze e Frammenti pubblicato dalla dott.ssa Erdas, però dalla descrizione avevo capito che si trattasse di un altro Cratero, uno storico omonimo. Il dubbio mi è venuto qualche giorno dopo vedendo un ricercatore che stava leggendo proprio quel volume. Ho trovato così questo articolo e leggendolo ho dipanato ogni dubbio. Ve lo spiego semplificando tutta la bellissima e dettagliata analisi dell’autrice accompagnata da citazioni e riferimenti alla storiografia a riguardo.
In questo contributo la dott.ssa Erdas vuole chiarire la vera identità del tanto discusso Cratero il Macedone. Si tratta forse di Cratero I generale di Alessandro, oppure di Cratero II “il Giovane” figlio di costui e di Fila e quindi anche fratellastro di Antigono Gonata (che era a sua volta figlio di Fila e di Demetrio Poliorcete) oppure di un omonimo storiografo peripatetico del IV secolo? A lungo si è discusso sull’argomento.
Nel 1819 Niebuhr lo identificò con Cratero II e disse inoltre che scrisse la Synagoge psephismaton (Raccolta di decreti). La tesi di Niebuhr venne appoggiata anche da altri studiosi mentre Carel Gabriel Cobet e Bruno Keil non la condividevano. Keil ritenne che quel Cratero sia della più tarda scuola del Peripato.
In seguito Felix Jacoby cercò quasi di conciliare Niebuhr e Keil perché tra le testimonianze da lui riportate attribuite a Cratero non c’erano dubbi sulla loro attinenza alla Raccolta di decreti tra le opere d’impostazione aristotelica che raccoglievano delle leggi e dei decreti ad uso paideutico, sebbene consapevole dell’errore commesso da Flegonte nel riportare il paradossografo attribuendolo a Cratero II, errore scoperto più tardi rispetto a Niebuhr. Jacoby notò però che quell’esempio mal si inseriva nella Raccolta di decreti. Niebuhr utilizzò quell’esempio tratto da Flegonte per provare l’esistenza di Cratero II ma non poté sapere che il brano in realtà era stato falsamente attribuito a Cratero I, così credette che Cratero II fu anche uno storiografo.
La testimonianza riportata da Ateneo nei Deipnosofisti si riferisce al Cratero a cui è dedicato un peana e in questo caso è riferita a Cratero il generale di Alessandro. Ma perché Niebuhr e Jacoby credettero che quel peana di Alessino si riferisse al figlio del generale Cratero e quindi a Cratero II? Pur con molti dubbi Jacoby forse appoggiò la tesi di Niebuhr nell’identificare Cratero II con lo storico, ma Erdas dopo averci spiegato perché attraverso altre citazioni e spiegazioni afferma a pag. 100
Allo stato attuale delle nostre conoscenze non sembrano quindi esistere testimonianze che alludano ad una possibile identificazione tra Cratero lo scrittore e Cratero il fratellastro di Antigono.
Erdas aggiunge che nel suo libro Cratero il Macedone pubblicato con Edizioni Tored attribuisce anche tre frammenti a Cratero che in precedenza erano stati attribuiti a Cratino. Ma per concludere l’articolo, le argomentazioni servite per differenziare Cratero II dallo storiografo si adattano anche per Cratero I, infatti Erdas a pag. 102 afferma:
La vasta documentazione letteraria intorno ai generale di Alessandro non ha mai fatto accenno a una sua attività di scrittore. Stupirebbe dunque non poco che egli avesse potuto produrre un’opera come la Raccolta di decreti senza essere ricordato per questo; così non fu infatti per i numerosi compagni di Alessandro che percorsero la strada della narrazione storica, biografica o geografica, nata dalla loro vicinanza al re macedone.
Dopo la lettura di questo articolo posso affermare con certezza che il libro di Cratero il Macedone. Testimonianze e Frammenti pubblicato dalla stessa dott.ssa Erdas con Edizioni Tored non riguarda né Cratero I né Cratero II. Prima di escluderlo volevo esserne sicura.
Spero di esservi stata d’aiuto, buona giornata,




