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Recensione: “Alexandre le grand, l’assassinat et la tombe perdue” di Alexandre Schoedler (Collaborazione)

Buongiorno a tutti sono Elena e grazie di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo di un interessante thriller storico:

Alexandre le grand, l’assassinat et la tombe perdue

di Alexandre Schoedler

Alexandre le Grand, le plus grand conquérant que l’histoire ait connu, celui qui a fusionné l’orient et l’occident en un monde uni. Mais que savons-nous vraiment de lui ? De sa vraie personnalité ? De l’homme, ses passions et son objectif ultime ? De ses dernières campagnes très peu connues ? Mort dans d’étranges circonstances dans la force de l’âge, sa tombe disparue depuis des millénaires demeure la quête du Saint Graal de tous les archéologues ! C’est ce mystère que s’est donné de résoudre un aventurier et voyageur épris de missions secrètes pour le compte de la France à la fin du XIXe siècle. Un espion, officiellement avocat au Caire et éditeur à Alexandrie qui a pour mission de saboter la présence anglaise en Egypte. A peine rentré d’une mission d’armement avec son ami Rimbaud, une invitation à une soirée diplomatique lui est tendue. Il flaire le piège, mais fait une découverte stupéfiante. Commence alors une incroyable chasse au trésor qui durera jusqu’aujourd’hui, laissant derrière elle de nombreux morts. Ce récit, inspiré d’une histoire vraie, est le fruit de recherches historiques approfondies, de rencontres étonnantes ainsi que de correspondances secrètes. Il raconte l’histoire d’un “Indiana Jones” français, très secret et inconnu, dont la découverte pourrait changer la face du monde. A votre tour, entrez dans cette incroyable histoire !

Alexandre Schoedler est écrivain et photographe lauréat, spécialiste en histoire antique et contemporaine. Auteur de récits historiques primés ainsi que de thrillers, romans et reportages d’investigations qui ont fait débats, dont son plus récent sur l’attentat de Nice. Il signe ici sa sème oeuvre, basée sur une histoire vraie.

Classificazione: 3.5 su 5.

Reading time: dal 31 ottobre al 3 dicembre 2023.

Desidero ringraziare l’autore per la copia regalo ricevuta per la recensione!

Alexandre Schoedler ci presenta un romanzo ricco di eventi con un’idea buona e intrigante, ovvero che l’assassinio di Alessandro Magno e la sua tomba perduta siano due grossi insabbiamenti della storia. Meno buono però è il suo svolgimento.

L’autore ha fatto molta ricerca e si vede perché cita fonti e autori di ogni epoca, anche quelli meno conosciuti, però non ha filtrato le informazioni utili da quelle superflue o addirittura che potessero confondere il lettore. Nei capitoli 6 e 7 c’è una cronistoria della morte di Alessandro e soprattutto delle guerre che la seguirono però, se da una parte Alexandre dimostra di conoscere i fatti, dall’altra mette moltissima carne al fuoco e rischia di confondere il lettore, di essere troppo didascalico e alla fine di rendere la narrazione pesante. Era proprio necessario raccontare tutto in modo molto veloce? A mio parere sarebbe stato meglio dire di meno, giusto quello che serviva alla narrazione, anche cambiando un po’ la realtà perché se fatto bene e con un senso sarebbe un elemento a suo favore, e avrebbe dovuto dare una spiegazione più dettagliata che motiva e dà un filo logico al racconto. Così invece sembra un riassunto delle guerre ma è confusionario. All’autore, visto che vuole dimostrare quegli insabbiamenti nella storia, sarebbe bastato raccontare dei colpevoli e di cosa fecero, non di tutte le guerre dei Diadochi che già di per sé sono complicate. Anch’io, nonostante conosca il periodo, ho faticato a seguire il filo del racconto.

A complicare le cose tra i molti personaggi che ci vengono presentati nel primo capitolo ne restano soltanto due in particolare che sono importanti per la narrazione: Octave Borrelli, spia e diplomatico che indaga sulla vicenda di Alessandro Magno; e il suo amico curioso Guy che gli fa da spalla perché continua a domandargli sulle sue scoperte, così conosciamo la misteriosa e sorprendente indagine condotta da Octave. Ho fatto fatica a cercare di ricordare i nomi dei loro amici, tra l’altro tutti personaggi facoltosi con vite e lavori particolari, nessuno è la persona della porta accanto, ma alla fine non so a cosa sono serviti. Tutti loro, compresi Octave e Guy, sono descritti per il lavoro che fanno, ma non sono caratterizzati. Nel corso della lettura si deduce che a parlare sia uno piuttosto che un altro perché c’è scritto, altrimenti non si sa molto altro di tutti loro. Ma perché riempire il libro di così tanti personaggi secondari che di utilità hanno ben poco e più che altro all’inzio confondono il lettore? La trama si svolge in diverse epoche, dalla fine dell’800 ai giorni nostri, richiamando anche gli eventi al tempo di Alessandro e, a mio parere sarebbe stato meglio alleggerire le informazioni e i personaggi non organici.

È interessante la ricostruzione storica delle vicissitudini legate all’insabbiamento della tomba di Alessandro però, ancora una volta, l’autore dovrebbe dare una qualche spiegazione in più sulle persone di cui parla. Mi è piaciuto anche come viene spiegata la sostituzione degli annali di Callistene con quelli dello Pseudo-Callistene per nascondere la verità sul complotto che uccise il Condottiero e secondo questa versione, anche la frase “Al più forte” detta da Alessandro in punto di morte sarebbe un’altra manipolazione contro di lui. Gli antagonisti di questa storia, ovvero coloro che per primi iniziarono questo insabbiamento e congiura, sono storicamente plausibili e sono belle le spiegazioni che dà l’autore perché non sono una forzatura. Ho apprezzato come l’autore non abbia dipinto Alessandro come un alcolizzato: sono molti i modi più o meno sottili che fanno passare il Macedone come uno dedito pesantemente al vino, anche alcuni romanzi che lo dipingono come un eroe cadono in questo dettaglio, ma questo non è il caso di Alexandre e mi fa molto piacere!

Non mi è piaciuto però come viene coinvolto Aristotele, perché senza dargli il giusto inquadramento storico e filosofico il suo pensiero viene male interpretato e strumentalizzato per la congiura: “Le philosophe un vieil-homme aigri pétri de nationalisme sur son petit lopin de terre aride.” (pag 128; “Il filosofo, un vecchio amareggiato e intriso di nazionalismo nel suo piccolo e arido appezzamento di terra.”) una descrizione del genere non mi piace per niente, anche se questa mia considerazione è soggettiva.

A mio parere il libro avrebbe bisogno di una revisione anche perché spesso le scene sono sconnesse tra di loro, i dialoghi sono formulati male e nonostante la descrizione di piccoli dettagli dell’arredamento ho trovato insufficiente quella più ampia dell’ambiente che immerga effettivamente il lettore nel lusso che legge. Ci sono inoltre errori formali, di trascrizione dei nomi e alcune sviste come ad esempio la specificazione del nome Filippo. Chi non conosce la storia a volte rischia di confondere un Filippo per un altro.

Questo libro secondo me ha molto potenziale però va migliorato. Da ogni pagina traspare la passione dell’autore per la ricerca che però andrebbe sfruttata meglio, rendendola più organica alla narrazione e togliendo le parti superflue e addirittura confusionarie. Con un lavoro di revisione ed editing profondo questo libro potrebbe diventare qualcosa di notevole e bellissimo! Se uscirà un seguito lo leggerò comunque volentieri perché ormai sono curiosa di sapere come continua!

«Beaucoup de savoir a été détruit par la folie des hommes et les forces de la nature au cours du temps.»

«Molta conoscenza è stata distrutta nel tempo dalla follia degli uomini e dalle forze della natura.»

«L’alcool, il en buvait que pendant le fêtes, personne en Grèce n’est jamais mort d’être ivre.»

«Beveva alcolici solo durante le feste, in Grecia nessuno è mai morto per l’ubriachezza.»

La dernière survint: combien de temps est-il honorable pour un homme de vivre?
«Aussi longtemps qu’il ne pense pas qu’il serait mieux de mourir que de vivre.»

È arrivata l’ultima: quanto è onorevole vivere per un uomo?
“A patto che non pensi che sarebbe meglio morire che vivere.”

Une rébellion et émeute n’avait pas réussi à avoir raison de lui, ils ont alors opté pour une manière sournoise et méprisante de tuer leur roi.

Una ribellione e una rivolta non erano riuscite ad avere la meglio su di lui, così optarono per un modo subdolo e sprezzante di uccidere il loro re.

Grazie a tutti,

#copiaomaggio #prodottooffertoda Alexandre Schoedler

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