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Buongiorno a tutti sono Elena e vi ringrazio di essere su Alessandro III di Macedonia- Alessandro Magno e Ellenismo. In questi ultimi giorni sono riuscita a riprendere a leggere però purtroppo non sono ancora potuta tornare a leggere il saggio su Alessandro, così mi sono buttata in questa lettura e prossimamente vi parlerò di un romanzo, poi spero di riuscire finalmente a parlarvi di The impact of Alexander’s conquest. Oggi però vi parlo di una lettura (l’ennesima) che secondo me si può tranquillamente evitare.
Alexandros: viaggio ai confini del mondo
di Michele Biotti
Amazon Kindle Direct Publishing, 2022
ISBN: 979-8430810634, 104 pp.

L’epopea di Alessandro Magno rappresenta un unicum nella storia dell’umanità.
Egli si impadronì in pochi anni di un territorio che arrivava oltre i confini del mondo conosciuto e, se non si fossero rifiutati di proseguire, avrebbe portato i suoi uomini ancora più a est. Avrebbe raggiunto il Pacifico?

Reading time: dal 12 al 14 febbraio 2023.

L’edizione cartacea di questo libretto si presenta male al primo colpo d’occhio: non c’è il frontespizio, il font usato è l’Arial (ma questo è il meno), mancano i numeri di pagina e il testo è formato da un unico grande capitolo senza paragrafi, capitoli o alcuna suddivisione interna del testo. Gli unici elementi grafici inseriti sono delle immagini che però alcune volte hanno la relativa didascalia sbagliata oppure non è dove dovrebbe essere ovvero sotto l’immagine ma nel testo. Insomma, l’impaginazione e la cura in generale del testo sono veramente scarse, però sono secondarie rispetto al testo in sè. L’aspetto grafico del testo è in secondo piano, com’è giusto che sia perché non è un libro illustrato e quindi l’importante sono le parole non l’impaginazione. Se il testo fosse di qualità, ma purtroppo non lo è.
L’autore esordisce spiegando la differenza tra saggio e romanzo e conclude dicendo che la storia di Alessandro ben si presta al romanzo storico, quindi lascerebbe intendere che staremmo per leggere quello. In realtà il suo è un saggio mal riuscito perché Biotti cita più volte altri autori, studiosi e testi dicendo solo i nomi, per esempio: Citati ha detto, Caratini scrive, Arriano riporta, Fox dice e via di seguito. Ma non è il modo corretto di riportare le fonti. Fox, Robin Lane Fox diventa una donna infatti scrive “la Fox”. Inutile dirvi che mancano una bibliografia finale o delle note a piè pagina che diano qualche riferimento in più.
Il testo inoltre è mal revisionato: Filippo II diventa Filippo Secondo e in ogni pagina è presente un qualche tipo di refuso o di errore grammaticale (l’oracolo Delfico diventa delfino). Ma anche questo non è l’elemento più importante. La cosa che più mi ha dato fastidio è trovare dei pezzi presi copia-incolla da Wikipedia. Per leggere la pagina di Wikipedia c’è bisogno di comprare un libro? Di alcuni pezzi sono sicura che sono presi da lì, però non ho cercato approfonditamente in tutto il libro perché se dalla prima decina di pagine presenta questi elementi perde importanza e non avevo sinceramente voglia di fare le pulci a tutto il libro.
Un altro elemento che mi lascia pensare che il testo non è curato è che l’autore parla degli argomenti senza contestualizzarli (ad esempio che Filippo venne tenuto in ostaggio a Tebe è riportato due volte ma entrambe non spiega perché, per quanto, in che anni) e non segue un filo logico o temporale del discorso perché sembra che prenda dei pezzi che mette insieme e che poi con altri pezzi vada a completare il discorso, risultando che spesso torna indietro a eventi già detti e rendendo il tutto confusionario se non si conosce bene la storia. Ad esempio l’autore parla della morte di Filippo, poi spiega la battaglia di Cheronea e torna ancora a parlare della morte di Filippo. Sembrano dei pezzi incollati e mal fusi insieme, ma esempi di questo tipo ce ne sono moltissimi. È un peccato che questo testo sia stato curato così male perché in realtà contiene anche delle informazioni che non si leggono dappertutto però è fondamentale che le informazioni riportate siano giuste e precise. Ancora una volta Cleopatra, sorella di Alessandro viene mal spiegata perché qui era “puramente macedone” ma come, non è macedone come Alessandro dato che hanno gli stessi genitori? Forse aveva una madre diversa. Nel parlare della morte di Filippo l’autore parla di due Cleopatra ma non le distingue a sufficienza così non si capisce perché ce ne furono due e chi furono. Biotti dice inoltre che ci sono tre gruppi di idee per l’omicidio di Filippo ma non fa né nomi degli studiosi, né cita opere, non li differenzia. Più avanti l’autore parla di un capro espiatorio degli storici filoalessandrini per giustificare l’insuccesso di Alessandro nel catturare Dario dopo Gaugamela, ma per avere senso per tutti un’affermazione del genere deve essere spiegata altrimenti per molti resterà una spiegazione che crea confusione.
Nel parlare delle persone e del loro carattere l’autore fa delle affermazioni che non accetto perché spesso si contraddice: Alessandro prima è saggio, magnanimo e clemente, poi diventa crudele; a Tebe Alessandro aspetta ad attaccare ma la pagina prima era scritto che non sapeva aspettare. Stessa cosa per Dario che prima è un grande guerriero coraggioso e poi diventa un vigliacco senza carisma. Alessandro viene definito come una personalità borderline, viene ben tratteggiato come un pazzo alcolizzato: “Non c’erano più motivi razionali per andare avanti [in India]“ ,“Era evidente che il contatto con la realtà non era più pienamente integro”, viene paragonato all’uomo nietzschiano con la volontà di potenza al suo acme, l’autore cita Jung per spiegare la sua relazione con Barsine (che qui diventa una moglie), ma l’autore non può inserire tutti questi elementi filosofico-psicologici in un libro che dovrebbe essere una lettura introduttiva su Alessandro senza peraltro spiegare cosa sia lo spirito apollineo per Nietzsche. Io che ho studiato filosofia lo so lo stesso, ma magari è una conoscenza che non tutti hanno anche perché qui si dovrebbe parlare di storia. Se si vogliono inserire ulteriori elementi bene, anzi meglio, ma bisogna spiegarli e contestualizzarli. L’imbarbarimento di Alessandro è spiegato malissimo, troppo semplificato. L’autore parla di Olimpiade in un modo che non posso accettarlo, come una persona negativa per Alessandro, alla stregua di una strega e vorrei darvi dei riferimenti ma non ci sono i numeri delle pagine e dalla rabbia non ho preso appunti. Biotti giustifica l’amore di Alessandro per Efestione a causa della sua personalità e per la lontananza del padre.
D’altronde, diverse vicende evidenziano quanto Alessandro avesse perso il controllo delle proprie pulsioni: le torture inflitte a Besso prima di ucciderlo, i massacri di donne e bambini nei villaggi della Sogdiana, l’omicidio di Clito, l’uccisione dei paggi e di Callistene, l’ossessione della proskinesis; tutto ciò, insieme all’etilismo, lo faceva affondare in una sorta di psicosi violenta e distruttiva: di fronte alla realtà, o la distruggeva o delirava. Il suo esame di realtà era così compromesso che non si rendeva nemmeno conto che la maggior parte dei suoi soldati macedoni che lo seguivano fin dall’inizio era al limite dell’ammutinamento. […] Non sapeva più dominarsi, l’intemperanza aveva sostituito la morigeratezza, completamente dimentico della saggezza Delfica che invita a non cadere in nessun eccesso. Se il greco sapiente sapeva equilibrare Dioniso con Apollo, Alessandro era stato travolto dalla sfrenatezza dionisiaca e aveva perso l’approccio apollineo e solare alla vita. E, effettivamente, per le conquiste e i comportamenti, veniva considerato dalla vulgata il nuovo Dioniso. Le ubriacature e le orge erano praticamente continue, dal risveglio fino a quando, a stento reggendosi in piedi, si gettava sul letto per poi ricominciare da capo. Cosa spinge un uomo a tale foga autodistruttiva?
Vi ho riportato un pezzo che non mi è piaciuto leggere. Se l’autore desidera fare un profilo psicologico-clinico di Alessandro lo deve fare bene, con metodo e rigore, altrimenti dovremmo fidarci della sua parola, su cui francamente non posso affidarmi dato il testo. Non condivido una visione così spietata, alcolizzata e al limite della follia senza una spiegazione che vada a supporto di essa perché è la prova a mio parere dell’ennesima ipersemplificazione di Alessandro.
Tirando le conlusioni: questo libriccino mi è costato ed è in vendita tutt’ora su Amazon.it al prezzo di 5,19 €. La spesa in sé è piccola e l’autore ci dà un testo fitto di informazioni che tutto sommato in altri libri non troviamo e dimostra che l’autore abbia letto almeno qualche su Alessandro, però la cosa più importante è che è curato male, i fatti sono narrati in modo confusionario, non cronologico, perché non c’è stata una sistemazione o fusione del testo. In più ci sono errori, refusi, affermazioni non giustificate e manca una bibliografia. Per tutti questi motivi non posso consigliarvi questa lettura, perché è introduttiva ma ha troppi errori e inesattezze per essere utile.
Buona giornata a tutti e buon week-end,



