1. Novels, 1.6 Fantasy, 1.6.1 Historical Fantasy, Alexander - Fiction Book, Reviews

Recensione: “Il viaggio del sogno: Alessandro” di Michele Labella e Siria De Maio

Aggiornata l’8.10.23

Buongiorno a tutti, in ritardo auguro buona festa a tutte le mamme che mi stanno leggendo, sono Elena e vi ringrazio di essere su Alessandro III di Macedonia, blog su Alessandro Magno e l’Ellenismo. Oggi vi parlo del romanzo di Michele, appassionato di Alessandro che con l’aiuto della moglie Siria ha realizzato il suo sogno ovvero scrivere un libro su di lui:

Il viaggio del sogno: Alessandro

di Michele Labella e Siria De Maio

Amazon Kindle Direct Publishing, 2022

ISBN: 979-8762355377, 355 pag.

Quando Michele scopre l’esistenza di una macchina del tempo, inizia per lui un viaggio in un’epoca lontana che lo porta al seguito di quell’eroe storico che fin dall’infanzia ha sempre guardato con ammirazione: Alessandro il Grande.

Partendo dal momento dell’incoronazione al trono d’Asia del macedone, conquistato dopo il folgorante trionfo a Gaugamela, Michele entra a far parte del seguito del celebre condottiero vivendo in prima persona un viaggio epico che lo conduce fino ai confini del mondo allora conosciuto e, con esso, tutta la diversità di pensiero e di vita che separa quei tempi remoti dai nostri.

Classificazione: 2.5 su 5.

Reading time: dal 4 al 7 maggio 2022.

Prima di parlarvi della recensione vera e propria del libro vorrei farvi una premessa per spiegarvi quanto leggerete di seguito. Di questo libro ci sono state (o forse ci sono ancora non lo so) molte revisioni: piccoli aggiustamenti formali e leggermente di contenuti che hanno portato nella prima versione ad avere un libro dell’Iliade regalato da Aristotele ad Alessandro e in seguito il ritorno alla più giusta storicamente pergamena in una revisione successiva, ad Alessandro che passava il tempo sui libri e poi a leggere e altre piccole correzioni simili. Gli aggiustamenti maggiori che ho trovato tra la mia primissima “versione pubblicata”, se così si può chiamare, e una delle ultime (non posso dirvi che sia l’ultima in assoluto perché non ho questa certezza e mai l’avrò) sono l’introduzione di un paio di personaggi secondari per poi farli comparire al momento giusto com’era in originale, ma purtroppo non cambia ciò che penso, ovvero che questi personaggi non sono abbastanza caratterizzati, loro come tanti altri. Non è con un paio di righe di presentazione di un personaggio che lo si descrive e caratterizza. I cambiamenti formali sono minimi, qualche piccola aggiunta di descrizioni e qualche avverbio in meno, nulla di eclatante.

Però mi infastidisce, e mi è già capitato anche in altre occasioni, in saggi pubblicati e da me acquistati per poi scoprire un anno dopo dell’uscita di una nuova versione aggiornata, che una persona che acquista un libro appena uscito si trova una versione del testo mentre un’altra che lo acquista un anno dopo ne trova una un po’ diversa. Se in un saggio posso accettarlo, perché è giustificato che si continui a fare ricerca e a modificare e approfondire le proprie conoscenze, in un romanzo come questo non lo giustifico. Certe revisioni andavano fatte fin da subito, affinché il primo lettore come l’ultimo abbiano la possibilità di leggere lo stesso testo, con la stessa qualità e attenzione dedicatagli. Vi sconsiglio l’acquisto di una seconda copia se voleste prenderla con la speranza o la curiosità di leggere una versione con aggiunte significative e importanti perché ne restereste delusi: leggete e godetevi per quanto vi riuscirà possibile ciò che avete già, tanto si tratta di qualche piccolo aggiustamento che non porta a una nuova versione del libro mentre è più giusto parlare di una correzione del testo.

Tengo a precisare che la prima copia di questo libro mi è stata regalata dall’autore mentre la seconda, su cui baso questa recensione, l’ho acquistata io.

Il viaggio del sogno: Alessandro narra di Michele, ragazzo dei giorni nostri che conduce una vita normale e ammira il suo idolo Alessandro e che per una serie di eventi riuscirà a fare un viaggio indietro nel tempo per conoscere il Conquistatore e vivere anche incredibili e impensabili avventure. Senza svelarvi troppo della trama aggiungo solo che Michele si fingerà del tempo facendosi chiamare Elios, non mancano colpi di scena e un finale a sorpresa.

Questo libro si legge in breve tempo, le pagine scorrono abbastanza anche se non mi ha preso particolarmente. Il libro è narrato in un lungo flashback e il racconto è immediato, pieno di eventi, come se fosse un diario in prima persona. Secondo me come romanzo d’esordio è abbastanza buono e l’obiettivo dell’autore di farci conoscere la sua passione per Alessandro è riuscito. Mi sono ritrovata nel suo desiderio di conoscerlo di persona, di poter parlare con lui e altro che non vi rivelo perché sarebbe spoiler. Con il libro si realizza anche un altro sogno dell’autore che è un po’ il sogno di tutti noi appassionati di Alessandro ed è bello poterlo far avverare almeno su carta!

Il libro mi è abbastanza piaciuto e con esso diverse cose: come Alessandro parla a Elios dei suoi genitori e del rapporto con loro; il rapporto del protagonista con Peritas e l’amicizia che lo lega ad Efestione; il parallelo tra i nomi Siria-Safiria; come Safiria diventi parte integrante attiva della narrazione; vedere come Elios sia genuinamente e spontaneamente meravigliato di condividere la vita con Alessandro e i suoi, infatti il protagonista non si tira mai indietro, nonostante le difficoltà di trovarsi in un tempo e luogo totalmente estranei al nostro, ma anzi accoglie ogni novità con stupore ed entusiasmo, che si riflette anche quando racconta di Alessandro. A livello di trama ci sono dei cambiamenti storici per accentuare o giustificare dei fatti.

Parlare di Alessandro non è facile e chi ha letto molto lo sa. L’autore non ha fatto grandi errori, però ci sono dei difetti tecnici nella prosa: ci sono dei piccoli buchi nella narrazione e, sebbene siano molti, non sono nulla di grave che impedisca la comprensione del libro o che faccia capitare cose impensabili, ma sono piccoli dettagli che saltano all’occhio ai lettori più attenti e abituati a cercare certe cose. I personaggi primari e secondari avrebbero dovuto essere caratterizzati un pochino di più, uno su tutti il protagonista. Il protagonista e l’autore condividono lo stesso nome ma l’autore non descrive il suo protagonista. Chi conosce l’autore di persona non avrà problemi nel capire com’è il Michele protagonista, ma il lettore che non lo conosce come lo penserà? Alessandro mi è piaciuto abbastanza, non mi è sembrato molto carismatico e l’ho trovato un po’ calcato nelle azioni. Alcuni personaggi secondari hanno una brevissima descrizione, però altri non ne hanno neanche una minima. Molti personaggi compaiono una volta e basta e forse sarebbe stato meglio fare meno nomi, se poi non compaiono più, altri vengono lasciati in un posto nella campagna del Macedone e li vediamo ricomparire più avanti in un altro posto. Spesso troviamo nomi di popoli e persone che sono giustapposti senza una contestualizzazione sufficiente o altri riferimenti, alcune informazioni sono un po’ didascaliche. Troviamo i Brahmani solo con un’accezione negativa come già visto altrove. Ci sono anacronismi storici, un po’ troppi avverbi, congiunzioni e intercalari, c’è qualche refuso. Nel leggere questo libro ho avuto un aiuto perché conosco Alessandro e chi lo conosce come me è consapevole di ciò che visse mentre legge e anche se non tutto è spiegato nel dettaglio ci mette del suo per colmare i vuoti, ma chi non lo conosce leggerà più superficialmente queste vicende. Questi elementi tolgono un po’ di pathos e spessore alla narrazione perché dovrebbe essere l’autore a darci tutto ciò che necessitiamo per leggere un libro, specialmente in un romanzo storico.

Al di là di questi elementi che alla fine non sono mancanze gravi o fastidiose ci sono tre cose che però non mi sono piaciute e riguardano proprio Alessandro. La prima è l’ennesimo buco che però riguarda uno dei momenti cruciali della storia ovvero quando il Macedone uccide Clito. A pagina 217 nella mia prima versione Elios ha il dubbio che Alessandro “forse sta dando troppo spettacolo” come dice a Efestione mentre nella versione successiva dice “Forse stavolta sta esagerando”, ma cosa significa? Una frase del genere non dice niente, non racconta ed è fuori luogo, soprattutto quando qualche riga sopra dice che “la serata si svolgeva tranquillamente”. Le altre due sono più personali. La seconda è che i maggiori eventi della vita di Alessandro, o per lo meno quelli che qui vengono messi in risalto, sono più o meno tutti influenzati dal vino. Per certi episodi è sicuramente vero ma al di là della certezza o meno di cui disponiamo, non mi piace quando un romanzo lasci passare quest’idea. Non mi è mai piaciuto in nessun libro e neanche qui mi piace che venga reso così superficialmente. La terza riguarda gli istanti prima della morte di Alessandro. Mi commuovo ogni volta che leggo del desiderio dell’esercito di vedere un’ultima volta il grande Condottiero in vita e della sua fatica di accontentarli facendo loro un cenno col capo perché ormai afono. Quel momento, che io lo legga in un saggio o in un romanzo non ha importanza, mi commuove sempre perché è una grande dimostrazione del suo carattere e qui manca dato che viene personalizzato dall’autore con un momento importante nel romanzo. Capisco che l’autore abbia voluto tenersi quel colpo di scena proprio per quel momento, ma secondo me avrebbe potuto anticiparlo perché così ha tolto quel fatto importantissimo, almeno per me. Come vi dicevo una scelta del genere è soggettiva però qui non mi sono commossa, pazienza.

Si vede che questo libro non è scritto da uno scrittore professionista ma da un appassionato non pratico di scrittura. A mio parere manca qualche descrizione che spieghi di più gli eventi, perché è dalle descrizioni che il lettore viene catturato dal libro e si dimentica di stare leggendo un libro per vivere effettivamente ciò che legge. La trama del libro, ovvero quello del viaggio nel tempo non è originale, i personaggi sono poco descritti, non caratterizzati a sufficienza, stereotipati in base a quanto già visto o letto altrove. Ci sono alcune parti, vedi quella sull’India, che sembrano una semplice rassegna di ciò che accadde, tutto è narrato come un grande riassunto senza personalizzarlo un po’, in modo didascalico. Ci sono però tre cose che sono descritte molto bene e immergono il lettore nel mondo che sta leggendo e sono la descrizione di Babilonia all’inizio del libro, come Michele usi le tecniche Shaolin per allenarsi e meditare e un altro fatto che avviene nel libro ma che non posso dirvi perché è uno spoiler. Purtroppo il resto del libro non è allo stesso livello di questi tre episodi.

Se cercate qualcosa evocativo, sognatore e scritto col cuore, anche se dalla forma acerba, leggetelo e verrete conquistati dall’entusiasmo di Michele per questo viaggio nella storia antica. Se Il viaggio del sogno: Alessandro venisse letto da una persona profana dell’argomento e la spingesse a volerlo approfondire in seguito sarebbe una conquista, perché in fin dei conti il bello dei romanzi storici è anche questo, far appassionare una persona a qualcosa di nuovo per lei.

Alla luce di quanto detto sopra, di un libro curato in tutto e per tutto da non esperti di scrittura fatto salvo per la copertina (così si ha l’impressione che l’autore punti all’aspetto estetico che cattura l’occhio ma non a curare ciò che conta veramente, ovvero il contenuto), il prezzo mi sembra un pochino troppo alto. Libri autopubblicati, ma curati in tutto e per tutto da professionisti, hanno prezzi uguali o inferiori di uno o due euro, quindi 15 € per la copertina flessibile di questo libro sono troppi secondo me. 

Ringraziamento presente nelle primissime versioni del libro in seguito rimosso. I ringraziamenti per me non sono sottoposti a condizioni, o si sente di doverli fare oppure no. Evidentemente non è così per tutti, ma non importa.

Frasi:

«Dovevo semplicemente farvi acquisire fiducia, altrimenti non avreste mai trovato il coraggio di affiancarmi nelle mie future imprese.»

«Io ho sempre ammirato mio padre, ma in fin dei conti, Michele, il suo nome resterà legato alla Macedonia mentre il mio verrà ricordato in eterno come quello di un eroe, un semidio.»

Grazie a tutti, buona settimana e ancora buona festa della mamma in ritardo,

1 pensiero su “Recensione: “Il viaggio del sogno: Alessandro” di Michele Labella e Siria De Maio”

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.