«A cosa serve aver conquistato decine di Regni, città, aver sconfitto tribù, ottenuto un Impero, avere Babilonia, se poi non godiamo del frutto del sangue che abbiamo versato? La verità è che Alessandro non è più quello di un tempo.»
«Non sono i numeri a fare la differenza» lo rimproverò il Re «ma le strategie. Avete dimenticato che a Gaugamela abbiamo trionfato contro un’armata venti volte superiore alla nostra?»
«Hai visto amico mio? Non dubitare mai di chi riesce a pensare come il nemico.»
Tuttavia senza arieti o baliste ogni loro tentativo si rivelò infruttuoso e la collera nei loro cuori germogliava come la più velenosa delle piante.
Perché amo la figura di Alessandro visceralmente e quando si ama davvero qualcuno lo si fa nel bene e nel male e di lui si amano anche i peggiori difetti.
Nota dell’autore
Esiste una sorta di Santo Graal nell’archeologia, una meta ambita da qualunque archeologo e ricercatore che può rappresentare il coronamento di una carriera in maniera forse ancor più incisiva di qualsiasi altra scoperta.
La tomba di Alessandro
Si tratta della scoperta della tomba e del sarcofago di Alessandro il Grande.
Perché secondo me è questo il luogo in cui riposa il Grande Re in attesa di riemergere in questo mondo che da lui è stato plasmato.
La tomba di Alessandro

