Aforismi

Aforismi: Plutarco – Parola di re. Filippo e Alessandro di Macedonia

Recensione del libro QUI

Conoscete il detto di quell’antico re a suo figlio: «Non ti vergogni di suonare così bene la lira?» Lasciate che in tutte queste cose vi siano tra i vostri sudditi alcuni che vi superano, ma che nessuno vi eguagli, se è possibile, nell’arte di governare, che non conoscerete mai abbastanza e che deve essere la vostra principale occupazione.

Luigi XIV al Delfino, Mémoires

 

FILIPPO

«Cos’è la nostra vita, se dipende anche dalle condizioni degli asini!»

 

«Non privarmi della mia invincibilità, battendomi in generosità e amabilità.»

 

«Proprio perché hai molti rivali per il regno devi diventare valoroso, per ottenerlo non grazie a me ma grazie a te stesso.»

 

«Affinché tu non faccia gli stessi errori di cui mi pento io.»

 

ALESSANDRO

«A cosa serve avere molto ma non fare nulla?»

 

Rispose a Dario che come la terra non sopportava due soli, così l’Asia non poteva sopportare due re.

 

«Non c’è da meravigliarsi perché Zeus è padre di tutti per natura, e fa diventare suoi i migliori».

 

«Questo che vedete è sangue, non “icore, che scorre nelle vene degli dei beati”».

 

«Cratero ama il re, ma Efestione ama Alessandro».

 

«È normale che un re faccia del bene e venga calunniato».

 

Morto Alessandro l’oratore Demade disse che l’esercito macedone, senza un capo, era come il ciclope accecato.

 

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