Recensione del libro QUI
Alessandro, cui solo la morte pose freno al compimento di moltissime e più splendide imprese.
Diodoro (19, 51, 6)
L’ambiguità di Filippo è nell’incertezza costante tra l’essere esponente di un ‘vecchio’ o di un ‘nuovo’ mondo. Soccombe prima di dover operare una scelta definitiva e comunque dolorosa. L’ambiguità di Alessandro – in un’età in cui il filosofo Diogene si proclama cittadino del mondo – sarà fra il sentirsi greco e macedone, oppure partecipe di una nuova identità che andrà sempre più definendosi quanto più ampio sarà il raggio della sua conquista.
Già in vita, per Alessandro sono troppo angusti i confini di una singola compagine statale.
Nell’inarrestabile sete di conoscenza, inculcatagli dalla parola di Aristotele, all’occidente pensa di continuo.
Spesso i successori di un grande monarca riscrivono a proprio uso e consumo la storia di eventi già accaduti.
Si spegne la sua luce,che come una meteora aveva fulmineamente abbagliato l’universo.
Fatta estrarre dalla tomba l’arca col corpo di Alessandro Magno, lo guardò a lungo. Quindi depose una corona aurea e sparse fiori. Interpellato poi se volesse visitare anche le tombe dei Tolomei, rispose che aveva volute vedere un re, non dei morti.
Svetonio (Augusto, 18, 1)

